È Milano la città d'Italia in cui si commettono più reati, mentre a Napoli va la palma per i delitti che impattano sull'economia, dall'usura al riciclaggio passando per la contraffazione e le truffe e le frodi informatiche.

Lo rivela l'ultimo rapporto dell'Associazione nazionale funzionari di polizia (Anfp) sui dati del primo semestre 2010 forniti dal ministero dell'Interno, pubblicato dal 'Il Sole 24 ore'. Nei primi sei mesi del 2010 sono stati quasi un milione e trecentomila i reati denunciati, di cui circa 138mila a Milano e 116mila a Roma (rispettivamente 35 e 28 ogni mille abitanti).

Tuttavia nel capoluogo lombardo la delittuosità è calata di quasi il 5%, mentre nella capitale si registra un +4%.

Se si rapporta il totale dei reati alla popolazione, le province più colpite sono Milano, Torino e Bologna (tutte sopra i 30 delitti denunciati ogni mille abitanti), mentre Roma occupa la settima piazza. Le città più 'sicure' sono invece Oristano, Potenza e Matera al sud, Belluno e Treviso al nord. Sul fronte dei reati più gravi per il sistema economico, fanno buona compagnia a Napoli, Bologna, Trieste, La Spezia e Genova.

Il capoluogo campano è la 'patria' delle truffe, delle frodi, della ricettazione e delle estorsioni, mentre Bologna e Trieste primeggiano per i furti negli esercizi commerciali (Trieste e Genova si posizione anche al vertice della classifica per riciclaggio).

Le imprese di Catanissetta e Vibo Valentia sono quelle che più hanno a che fare con il reato di 'danneggiamento seguito da incendio'. Per il sociologo Maurizio Fiasco, che ha curato la ricerca, “L'apporto della sicurezza pubblica alla creazione del Pil”, la 'questione sicurezza' va affrontata con una strategia di prevenzione della criminalità che abbia "un indirizzo unitario e nazionale".



Fonte: AGI